CineArte on line 2007 - 213 - page 20

È MORTO IL CINEMA, FACCIAMO CINEMA
di Vittorio Di Giacomo
Cari ragazzi, sì, è rivolto proprio a voi, ai più
giovani dei miei lettori, questo editoriale in
forma di lettera. Lo scopo è racchiuso in una
semplice domanda: ci siamo veramente intesi,
quando abbiamo spalancato le porte di
CineArte on line a voi tutti, facendo della
nostra rivista l'unico periodico italiano pro-
grammaticamente aperto al pubblico? Ossia
quando abbiamo aperto i nostri spazi ai vostri
esperimenti, ai vostri tentativi di farvi autori di
originali prodotti visivi, girati o scattati con la
camera digitale? Prodotti da spedire a noi, per
essere gratuitamente pubblicati: bastando solo,
per essere meritevoli di apparire on line, quel
tanto di buona volontà, condita con una suffi-
ciente dose di curiosità, intraprendenza e buon
gusto. Ad una sola condizione: che le cose, le
persone, gli ambienti, le situazioni, i paesaggi, da voi fotografati o filmati, abbiano a che fare
anche solo trasversalmente con l'arte; la quale consiste in fondo nel saper fare bene ciò che si
fa, dandogli una forma organica e coerente, nutrita di pensiero e di sentimento. Arte che,
aggiungo, vivendo noi in Italia, troviamo – antica o moderna che sia – ad ogni angolo di stra-
da.
Dovrebbe essere chiaro a questo punto che la vostra collaborazione è il nostro chiodo fisso,
essendo anche la nostra realistica speranza in quanto, resa possibile com'è grazie al progresso
di una tecnologia miniaturizzata e di basso costo attende solo, con l'avvento massiccio del digi-
tale, di essere distolta dall'abominevole trash oggi dominante, e indirizzata lungo strade più
gradevoli e dignitose.
Ho citato a bella posta il digitale, comunque, per avere esso rivoluzionato le circostanze e le
occasioni di fare video, fisso o in movimento. Leggete con me in proposito il brano che segue,
rinviando al termine della lettura il nome di chi lo ha firmato.
Dice il testo: “Ho chiuso con il cinema inteso come mezzo espressivo. Secondo me il cinema
è morto. Guarda le apparecchiature che si usano oggi in tutto il mondo per scattare fotografie:
inizierai a renderti conto di quello che accadrà in futuro. Amo girare filmati – prosegue l'auto-
re – con le videocamere digitali, come faccio al momento. Avendo un sito web, ho iniziato a
compiere piccoli esperimenti per il sito con le videocamere compatte, pensando in un primo
momento che fossero semplicemente dei giocattoli e che non servissero molto. Invece a poco
a poco mi sono accorto che in realtà servono e come; almeno, per me è così [...] . Ho un'auto-
nomia di quaranta minuti di ripresa, con messa a fuoco automatica. Sono leggerissime. E puoi
vedere subito ciò che hai appena girato”.
Il brano è tratto da un recente numero del quotidiano La Repubblica; l'originale si riferisce ad
un testo pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore, 2008.
Ed ecco il nome dell'autore del brano appena letto. Niente di meno che David Lynch (Palma
d'Oro a Cannes,1990): il regista debuttante di “Erasehead”, ossia del film sul quale lo storico
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foto mara pacella
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