CineArte on line 2007 - 213 - page 28

IL RINNOVATO MONDO DEGLI
E-BOOK
di Vittorio Di Giacomo
“Benvenuti nell’era della letteratura elettronica, nel nuovo mondo degli
E-book
, un futuro
annunciato migliaia di volte negli anni passati ma che solo oggi si va trasformando in presen-
te”
. La frase, volutamente altisonante, compariva nell’esordio al paginone (intitolato a ragione
“La nuova età del libro”), che Ernesto Assante di “Repubblica” dedicava con meditata scelta
di tempo, in data 24 aprile 2009, all’ultima, annunciata rivoluzione editoriale, promessa
all’unisono dai giganti dell’elettronica, a beneficio della massa in fermento dei fedeli del clic
digitale; all’atto, cioè, di annunciare con i più efficaci strumenti promozionali, la penetrazione
a tappeto con cui i “signori del mercato” si accingono ad allertare le masse dei potenziali con-
sumatori del “nuovo” verbo tecnologico.
Attenti, però: che queste mie parole non suonino ironiche nei confronti del nuovo
medium
;
ma solo con riguardo alla inerziale attesa dei tanti, dei troppi, in continua aspettativa del
nuovo
ad ogni costo
(in omaggio ai principî mai smentiti del mito consumistico). Se un bersaglio
polemico c’è , nelle mie parole, non è per la tecnologia dell’
E-Book
in se stesso, dal momento
che noi di “
CineArte on line
”, per primi in Italia, lo abbiamo messo a disposizione della nostra
audience
, a partire dallo scorso numero della rivista. Esso, infatti, vi risulta disposto sperimen-
talmente, come i nostri più attenti lettori sanno, in vista di un pronto e fruttuoso uso nella logi-
ca di una ricerca posta al servizio della conoscenza. Il che traspare, anzi tutto, dalla gratuità
della formula da noi studiata e adottata senza dover ricorrere ad un qualsiasi supporto tecnolo-
gico di lettura, per quanto ridotto ne sia il costo. Ma, soprattutto, risulta dall’avere indirizzato
l’adozione dell’
E-Book
non in funzione del
business
di mercato: bensì in funzione della genui-
na qualità della scelta di obiettivi culturali, integrata qual è dal più rigoroso
information retrie-
val
: vale a dire dall’avere noi realizzato l’accesso simultaneo e consapevole di chi legge, a tutti
i materiali giacenti in memoria, che figurino in un testo di natura didattica.
Questa precisazione nasce dall’attitudine che ci distingue, di non mirare all’accumulo occa-
sionale di testi letterari e visivi da mettere a disposizione di una moltitudine indifferenziata di
potenziali lettori, digiuni di conoscenze e incapaci di scegliere; bensì di migliorare d’un colpo
la qualità e i tempismi di una comunicazione di base genuinamente formativa, oggi messa a
repentaglio dall’assenza pressoché totale di presupposti culturali di massa.
Della fondatezza di questa nostra preoccupazione, che qualcuno potrebbe considerare a torto
aprioristica, ci è stata offerta chiara e consapevole conferma, in tempi assai vicini, dal discor-
so di investitura del neo-presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, l’archeologo e
uomo di scienza Andrea Carandini. Dall’alto della sua nuova e pubblica responsabilità, egli
afferma:
“ Si nota una
difficoltà strutturale a comunicare con il grande pubblico, cui manca
la preparazione culturale che un tempo aveva la borghesia (...). Al posto dell’élite sono arri-
vate le masse
. Eppure nella scuola l’insegnamento di storia dell’arte rischia di essere ridotto
e solo desta una speranza l’idea, avanzata recentemente dal ministro Bondi, di un
canale cul-
turale televisivo
. Piero Angela fa bene, ma ormai non basta...
ma oltre la formazione cultura-
le in generale deve esistere la formazione specifica davanti al patrimonio culturale. (...) La
ricerca è un presupposto della comunicazione
: servono infatti ricostruzioni serie che possa-
no aiutare il pubblico a inserire i frammenti o i singoli elementi conservati entro un intero o
un contesto ricostruito (...) Le opere d’arte possono essere raccontate chiarendone codici e
sistemi di provenienza”.
“Evviva!” ci viene spontaneo di esclamare, se è vero come è vero – e i nostri più attenti let-
tori ne sono gli autorizzati testimoni – che nessun altro fine ci siamo proposti e ci proponiamo,
tradotto nella prassi quotidiana, se non quello di calare nella realtà di ogni giorno, con tenacia,
le raccomandazioni espresse dal presidente Carandini; così come abbiamo cercato di fare in
questi ventuno mesi di vita di “
CineArte on line
”. Con un dettaglio in più: che, per noi, la via
regia per portare il pubblico disorientato o carente alla realtà pregnante – e al valore contestua-
le – dell’opera d’arte, è quella del cinema per l’arte. Senza falsa modestia, riteniamo di averne
data ampia e qualificata dimostrazione.
Soggiunge il Carandini, a suggello del passo sopra citato; e noi sottoscriviamo con calore:
“ Salvare i monumenti per renderli raggiungibili e comprensibili ai visitatori,
posti finalmen-
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