CineArte on line 2007 - 213 - page 385

RICORDO DI NINO ROTA
Chi avesse detto – a cominciare da lui stesso – che un
“tal” Nino Rota, classe 1911, poco più che decenne
allievo di Ildebrando Pizzetti e, quindicenne, di
Alfredo Casella, perfezionatosi quindi presso il
Curtis
Institute di Philadelphia
, dovesse affidare nell’età
matura la stima dei competenti e l’affetto del pubblico
alla totale indipendenza nei confronti dei maestri, non-
ché dell’opinione pubblica colta e di quella popolare,
avrebbe meritato l’appellativo, per paradosso, di pro-
feta in patria.
Ma tale fu nel profondo dell’anima Nino Rota, musi-
cista coronato dal
Premio Oscar
e autore di quasi due-
cento colonne sonore – le più disparate tra loro – nel
corso di una carriera di artista a suo modo naïf: lui
autore, per di più, di composizioni da camera, di sin-
fonie e perfino di musica sacra!
Il fattore incontestabile della personalità di Nino Rota
fu dunque la libertà; una libertà frutto di una inamovibile autenticità costituzionale, che lo ren-
deva immune da mode, convenzioni, conformismi, come pure da qualsiasi opportunità legata
al contesto di ogni e qualsiasi attualità. Una libertà che gli consentì, tra l’altro, quasi un tren-
tennio di stretta e fertile collaborazione con un genio suo pari ma difficile: quel Federico
Fellini, nei cui confronti – a detta di non pochi – il divario fra il dare e l’avere penderebbe dalla
parte di Rota. Se questa era la persona, sintomatico è
in nuce
il giudizio da lui dato della musi-
ca in generale:
Non credo a differenze di ceti e livelli nella musica. Secondo me, la definizione
di musica leggera, semileggera, seria è fittizia. Il termine musica leggera si riferisce solo alla
leggerezza di chi ascolta, non di chi l’ha scritta […]. Musica per film o altra musica, vi metto
sempre lo stesso impegno. È diverso soltanto il territorio tecnico in cui mi muovo
.
Questa che è per noi, come fu per lui, una irreprensibile verità, è anche il motore del rispet-
toso silenzio – figlio di una nostra consapevole pochezza nella lettura della musica – per ciò
che riguardava l’opportunità, nel trentennio della scomparsa di Rota, di discorrere con senno e
competenza della sua arte; ossia di unirsi al coro mediatico che, spinto dalle ragioni del calen-
dario, ha ritenuto con la sua logica di doversi misurare, a comando, con la musica di Nino Rota.
Per noi (e altrettanto ci piacerebbe che fosse con i nostri giovani, con i quali siamo soliti discor-
rere) la musica di Nino Rota, senza distinzione di generi, è una nota iscritta nel profondo di una
memoria “sempre viva”, fonte di gioia e appagamento immutabili nel tempo.
In riferimento anche noi, tuttavia, alle scadenze del calendario, diamo qui di seguito, indi-
rizzato ai più giovani – “fuori tempo” per poter fare appello ad esperienze autonome e perso-
nali – l’elenco delle musiche da film di maggior peso e spessore.
Elenco dei film:
1946 :
Vivere in pace
– 1948:
Fuga in Francia
– 1948:
Sotto il sole di Roma
– 1948:
Senza
pietà
– 1949:
È primavera
– 1954:
Senso
– 1954:
La strada
– 1957:
Le notti di Cabiria
– 1957:
Guerra e pace
– 1960:
Delitto in pieno sole
– 1960:
Rocco e i suoi fratelli
– 1963:
Il
Gattopardo
– 1964:
Otto e mezzo
– 1966:
Giulietta degli spiriti
– 1967:
La bisbetica domata
1968:
Romeo e Giulietta
– 1969:
Fellini Satyricon
– 1970:
I clowns
– 1970:
Waterloo
– 1972:
Il padrino
– 1973:
Amarcord
–1974:
Il padrino Parte seconda
– 1977:
il Casanova
– 1978:
Assassinio sul Nilo
– 1979:
Uragano
– 1979:
Prova d’orchestra
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Clara Pamela
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