CineArte on line 2007 - 213 - page 379

LU CORE DE L’ABRUZZE
Poche espressioni verbali sono state sottoposte nel tempo a forzature e straniamenti – veri
e propri attentati alla loro naturale e naturalistica genuinità – come il termine di “cultura popo-
lare”.
Il Fascismo ne aveva fatto il vessillo di quel Ministero, che meglio avrebbe sopportato la
definizione di Ministero della Propaganda; e non per nulla a farsene tragico interprete e parti-
giano fu la figura dell’intellettuale Alessandro Pavolini, fratello di un poeta, Corrado, aristo-
cratico tessitore di finissi-
me trame liriche.
Qualche giorno fa, nel
corso di una delle ricor-
renti campagne di lancio
(o rilancio) del prodotto
sonoro industriale caro
alle masse giovanili per la
sua capacità d’intratteni-
mento e di svago, il bandi-
tore di turno – gradevole
cantautore di per sé – si
faceva appassionato soste-
nitore di quel genere
musicale, ascrivendolo
alla categoria della “cultu-
ra popolare”.
A noi che scriviamo que-
ste note, viziati dall’avere
nei nostri studi giovanili
attinto alla storiografia let-
teraria di Benedetto
Croce, torna più calzante
la distinzione che il filoso-
fo faceva al tempo suo tra
poesia popolare
e
poesia
d’arte
: entrambe merite-
voli, se del caso, di giudi-
zio positivo, ma ciascuna
nel proprio ambito: carat-
terizzato, per la prima, da
contenuti corali e condivi-
si di sana e serena sempli-
cità; frutto, la seconda, di
un ben più personalizzato
travaglio creativo.
Ma il dubbio superstite
che ci covava dentro non
era più quello relativo alla
nomenclatura; bensì alla
stessa sopravvivenza di
una cultura, riconoscibile ai tempi nostri come autenticamente popolare.
Dalla soluzione affermativa di un tale dubbio nasce l’odierna rubrica, con la quale – assistiti
in sede critica da Alfonso Belfiore, titolare della cattedra di musica elettronica del
Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, siamo ben lieti di offrire a chi ci segue lo spazio per
una “colonna sonora”
sui generis
– esistenziale ed esemplare prova di
musica popolare
– della
quale è autore il maestro abruzzese Pasquale Colangelo. Musica dedicata dall’autore, a cuore
aperto, all’Abruzzo e alla sua gente con la capacità di riversare in note la poetica coralità di
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Introdacqua
(AQ) - Illustrazione di Silvana Milonis
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