CineArte on line 2007 - 213 - page 466

PIETRAGALLA NELLE IMMAGINI DI LUIGI PADUANO
Pietragalla. È una eredità lontana ma pur viva quella lasciata dai viaggiatori del Sette-
Ottocento in Basilicata, rampolli dell’aristocrazia illuminata, che dalla “lontana” Europa sce-
glievano di ripercorrere i solchi della Magna Grecia e di una natura incontaminata, come nel
Vulture o sul Pollino. Uomini di un tempo lontano, studiosi come Edward Lear, Cesare
Malpica, Françoise Lenormant e tantissimi altri che si avventuravano per i sentieri scoscesi di
questa terra per ammirarla e raccontarne gli aspetti.
Ed ora, sulle tracce di quei viaggiatori, una nuova classe di intellettuali si addentra lungo i
nostri territori, nei nostri borghi, per carpirne testimonianze ed impressioni probabilmente poco
“visibili” agli occhi degli stessi residenti.
Una nuova aristocrazia del pensiero, persone di cultura, lungi da influenze di qualsiasi natu-
ra, che scelgono di guardare con occhio attento e felice la nostra realtà territoriale ricca di tra-
dizioni ancora (per fortuna) intatte. È il caso di un neofita regista naturalizzato triestino, Luigi
Paduano che, ospite di amici di vecchia data a Pietragalla, talvolta spende le sue ferie alla risco-
perta di questa regione, affascinato dai suoi colori. Colmo di fattivo stupore, Paduano ha già
girato l’eccellente
reportage
su Craco e di recente ha completato il montaggio di
Pietragalla
.
Il primo dei due film, che circola in rete mediante
CineArte on line
, è potenzialmente in grado
di partecipare a festival di cinema sull’ambiente.
C’è vero candore nelle immagini di Pietragalla: nel borgo lucano che ricorda in qualche
modo l’Umbria, Paduano si fa accompagnare da un anziano amico in un mattino d’estate, e
riscopre con noi i cibi prelibati dell’antica cucina, il matrimonio di un tempo e quello di oggi,
case e vicoli di integra struttura, disabitati. Fin dalle prime luci dell’alba, circola nel film un
confortante soffio di rinascita; impeccabile nelle inquadrature, lo sguardo entra nello spirito del
luogo. Paduano ne rende visiva e “tattile”, si direbbe, l’atmosfera di serenità e, senza volerlo,
ma esplicitamente ne evidenzia la disadorna presenza (o assenza) di chi pur si propone di rav-
vivare questi luoghi.
Paduano si immerge nell’ambiente, le sue immagini lo accarezzano: è innamorato della
Basilicata e della sua recondita bellezza. Ha una mano leggerissima, lui che svolge da anni la
professione di chirurgo pediatra, rivelandosi, in età adulta, autentico poeta per immagini. È una
passione la sua, accompagnata costantemente da uno spirito di osservazione che, mediante
l’esperienza della cinepresa lo coinvolge sempre più nella ricerca di radici che sembravano per-
dute per sempre. Se si dovesse evocare un maestro, questi sarebbe senza dubbio Ermanno
Olmi.
Paduano vive da tempo con la sua famiglia a Trieste, ma conserva per la Basilicata dei suoi
avi un amore viscerale; e appena può, si aggira nei suoi e nei nostri borghi, traendone felicis-
sime ispirazioni. Come ha fatto per Craco, abbandonata dai suoi abitanti agli inizi degli anni
settanta perché a rischio di frana, Paduano a Pietragalla affida le sue e nostre felici emozioni,
ad un documentario di mezz’ora, facendone un fervido impasto di memoria storica e nostalgia
presente. Preparatevi alla visione, quando ne sarà giunto il momento.
Armando Lostaglio
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