CineArte on line 2007 - 213 - page 73

LETTURA CINEMATOGRAFICA DELLE OPERE D’ARTE
di Giulio Carlo Argan
( I parte )
Il documentario artistico o, come più propriamente si
comincia a dire, il «film sull’arte» è ancora in una
fase empirica o sperimentale
1
.
Ch’esso non sia soltan-
to un’applicazione dei processi tecnici del cinemato-
grafo alla documentazione e alla divulgazione della
storia dell’arte, è ormai ammesso da tutti; e si sono
scritti saggi e organizzati congressi e dibattiti per
chiarire finalmente la natura d’un fenomeno, che
viene prendendo proporzioni imponenti. A giudicare
dai film che sono stati realizzati finora, non si può
dire che la natura di quel fenomeno sia stata comple-
tamente chiarita e che si proceda ormai in una direzio-
ne precisa. Alcuni di quei film sono sotto ogni aspetto eccellenti; eppure, nel complesso, rivelano
piuttosto la felicità d’una trovata che la validità di un metodo. Registi di talento si sono accorti, vor-
rei dire sorpresi, della straordinaria vivezza che le immagini della pittura e della scultura acquistano
sullo schermo; nei cicli d’affreschi del Trecento e del Quattrocento hanno scoperto con gioia minie-
re di soggetti e attori da sbalordire; e hanno tentato, quasi alla ventura, la ricostruzione poetica del
testo figurativo o la sua libera versione dal linguaggio arcaico della pittura a quello moderno del cine-
matografo. Ma se di vero e proprio metodo (salvo che per taluni film specificamente didattici) non
si può certamente parlare, tutte quelle riprese documentarie, anche le meno brillanti portano un con-
tributo, e non soltanto di divulgazione, alla conoscenza dell’argomento. Infine il germe di un meto-
do (e forse d’un metodo inconsapevole, piuttosto repe-
ribile nel mezzo tecnico che nell’intenzione del regista)
si ritrova in ciascuno di quei film, ed è l’indizio di una
positiva possibilità di lettura e interpretazione cinema-
tografica dell’opera d’arte figurativa. La storia del film
sull’arte è molto semplice: va dalla mera documentazio-
ne fotografica all’impiego di tutti i mezzi e le possibili-
tà della tecnica cinematografica, cioè all’applicazione
illimitata dell’esperienza del cinematografo «militante»
nella ripresa di soggetti artistici. Le linee direttrici
generalmente seguite vanno dalla ricostruzione della
biografia d’un artista attraverso le opere allo sviluppo di
una storia figurata e all’analisi formale di un’opera
d’arte. Ciascuno di questi processi ha quei limiti e i suoi
vantaggi: il primo sconfina facilmente nella vita roman-
zata, il secondo mette in risalto i contenuti poetici del-
l’opera d’arte ma può cadere nella letteratura narrativa,
il terzo nasce da una esigenza critica ma tende a richiu-
dersi entro rigide formule didattiche.
1
Tutte le immagini si rife-
riscono al film “La
Basilica di San Marco, un
museo vivente”
(Foto Mara Pacella)
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